Citazione del Giorno

sabato 26 maggio 2012

Merito o non merito???


- GRATIFICARE

- DARE VOLONTARIAMENTE IL MEGLIO DI SÈ

- VALORIZZARE


 Questi sono gli obiettivi di Mimerito, 
un semplice strumento per gli insegnanti 
che credono nel cambiamento 
e in una valutazione per una crescita formativa

mercoledì 23 maggio 2012

Per Giovanni Falcone...

"Gli uomini passano, le idee restano" 
Giovanni Falcone, l'uomo che ha lasciato il segno.


23 maggio 1992 - 23 maggio 2012
20 anni dalla strage di Capaci

Il suo ricordo in un video

Grazie! 


Oggi 23 maggio 2012 sono approdate a Palermo le navi della legalità per ricordare le stragi in cui morirono Falcone e Borsellino, insieme agli uomini della scorta. 

A chi giova perdere gli uomini migliori?

Il mio cuore piange,
la rabbia resta,
il dolore continua,
le domande turbano,
la società  domanda,
le risposte non arrivano.

Peccato!

giovedì 10 maggio 2012

Trovatoooo!!!

  Da quante lune cercavo una risorsa gratuita 
per creare velocemente 
un video 
di alta qualità
da condividere o meno.

è la risorsa che fa per me!

Ah, dimenticavo: Si può accedere direttamente con i propri account su: 
Facebook, 
Twitter, 
MySpace, 
Google, 
Windows Live, 
Yahoo.
 


lunedì 7 maggio 2012

La Francia gira pagina!

Chi non ha seguito, 
anche solo per pochi frammenti, 
il discorso di commiato 
pronunciato ieri sera, domenica  
6 maggio 2012  
da Nicolas Sarkozy,
poco dopo aver appreso la sua sconfitta alle elezioni presidenziali.

 Nonostante io non sia cittadina francese, 
ho seguito con vivo interesse e forte empatia il suo messaggio d'addio.

Un comunicato 
denso di patriottismo, 
di senso di responsabilità
di rispetto nei confronti dei suoi cittadini. 

A mio avviso, quello di ieri sera è stato 
un momento alto di senso civico 
e di cittadinanza attiva.

Bravo à Nicolas Sarkozy!

Qui di seguito un estratto.




giovedì 3 maggio 2012

Come aggiungere PAGINE-PULSANTI al BLOG?

In questi giorni mi sono davvero arrovellata per trovare il modo di inserire PAGINE-PULSANTI al mio BLOG.


Ho letto qua e là su INTERNET informazioni in proposito, ma purtroppo mi imbattevo solo in messaggi del tipo:


- Lavora con l'HTML!
- Aggiungi al codice salvato, queste stringhe!
- Prova con questo metodo...


Insomma, non riuscivo a venirne a capo.


Poi, casualmente parlando con il maestro di chitarra di mio figlio, sono giunta inaspettatamente a raggiungere l'obiettivo.
- Ma vai su pagine!- mi ha esortato sorridendo.


La soluzione era sotto ai miei occhi e non la vedevo.
In realtà, si è trattato di un problema linguistico: quanti sanno che i pulsanti sono pagine?
Io l'ho scoperto da poco e vorrei condividere con voi questo mio risultato.


Seguitemi e capirete in un battibaleno come dovrete fare!
Leggete le immagini...
                                          
















<= Eccoli!

sabato 28 aprile 2012


Nella scuolaCosa rende difficile una comunicazione? 

Quando una comunicazione è difficile?



Quante energie ogni giorno vengono sprecate per sanare situazioni che, a mio avviso, si potrebbero davvero evitare! 

Credo che il male, o meglio, il malessere nella scuola Primaria sia dovuto a svariati fattori, che mi accingo ad elencare:

1. la convivenza forzata di una molteplicità di docenti che vengono da un trascorso altamente articolato, sia in termini culturali che professionali. In questo contesto, il dover entrare in rapporto con persone così differenti aumenta la fragilità degli equilibri comunicativi;

2. la poca fiducia nelle tecnologie e in particolare in quelle di uso comune come l’utilizzo dell’e-mail per inviare messaggi;

3. la mancanza di: tempi, spazi, ruoli, intenti, ben definiti in partenza, per evitare situazioni come quelle descritte dai miei colleghi e da me, nei quali è evidente una generale confusione;

4. la pratica diffusa della gerontocrazia;

5. la parcellizzazione degli incarichi con il continuo passaggio di consegna;

6. l’improvvisazione operativa e comunicativa.

Considerando queste cause, credo che quella maggiormente scatenante sia la n. 3, ossia il fatto che non sempre risulta chiaro nei vari plessi scolastici: “Chi deve fare, cosa, dove, quando e perchè”.
Questo non è un gioco di parole, ma un primo passo verso una sana comunicazione, che ha bisogno successivamente dell’apporto di esperti relazionari _ che in Italia mancano_ capaci di sorvegliare e vegliare sugli scambi comunicativi. 
Nel sistema scolastico svedese, ad esempio, esistono figure che insegnano ad interagire proficuamente con gli altri, osservando da un punto di vista esterno i vari approcci comunicativi.

In aggiunta ai fattori elencati, mi sento di dire che anche la presenza diinsegnanti, che detengono più incarichi all’interno della scuola, può influire sulla qualità comunicativa, in quanto ciò crea forti disparità professionali, oltreché fa disperdere il tempo in mansioni che allontanano da un lavoro centrato “sull’osservare con curiosità e ascoltare con interesse autentico” l’alunno che abbiamo di fronte_ per usare le parole della tutor.
E’ anche vero che il fatto di aver sperimentato la vita scolastica in altri paesi europei, mi fa convincere sempre più che le problematiche che emergono nella scuola sono decisamente un fenomeno tipicamente italiano. 
Infatti, negli altri paesi europei esiste il maestro unico sia nelle scuole dell’Infanzia, sia nella Primaria.
Inoltre, in altre scuole superiori europee, all’interno dell’équipe, di solito viene designato un professore con il compito specifico di referente della vita di classe, pronto a riferire e a sanare le problematiche emergenti.
Confrontando inoltre la situazione italiana con le realtà europee, è evidente che in Italia esiste un  fattore da considerare: la massiccia presenza di adulti che entrano a più titoli nella scuola: dal collaboratore, ai docenti, agli educatori, ad altri aiutanti, ai genitori, alla segreteria, agli inservienti...; tutto ciò contribuisce ad amplificare e complicare la comunicazione. 

Con ciò non intendo dire che, nel “sistema Scuola primaria” ad esempio della Francia, non vi siano difficoltà comunicative, ma sicuramente le comunicazioni risultano più semplificate, meno interrelate e ad un solo livello perché minore è il numero degli interlocutori nel senso che su 10 classi esistono 10 insegnanti di cui uno è anche il direttore (non il capo degli insegnanti) per un giorno a settimana e, oltre ai genitori, non ci sono altre figure con le quali relazionarsi.

Pertanto, considerando realisticamente la scuola italiana, anche con le migliori intenzioni collaborative, con ruoli-spazi-tempi-scopi ben definiti, con una preparazione adeguata, senza l’uso di chiacchiere inutili, ma con assertività, si potrà migliorare la comunicazione fra le parti, ma penso che resterà un equilibrio destinato all’instabilità, data la vastità orizzontale e verticale nella quale si realizza.


martedì 17 aprile 2012

Di soldi in soldi...

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